• Un cereale al giorno…Il Grano Saraceno

    Un cereale al giorno…Il Grano Saraceno

    El furmentùn ‘l ghe dis a la seghel: “Longa-Lungagna, te stè nöf mes a la campagna”
    La seghel al furmentùn: “E ti porü laüo dal cü redont te pö fa nient se mi nun sont.”
    Il Saraceno dice alla Segale: “Lunga, povera lungona, stai nove mesi in campagna”.
    La Segale al Saraceno: “E tu povero diavolo dal didietro rotondo, non puoi far niente se io non esisto”.
    (Alludendo al fatto che il saraceno viene seminato dopo la segale).

    Il Grano Saraceno (Fagopyrum esculentum) appartiene alla famiglia delle Polygonacee (la stessa famiglia del Rabarbaro).

    Per le sue caratteristiche nutrizionali e l’impiego alimentare, questo vegetale è stato sempre collocato commercialmente tra i cereali, pur non appartenendo alla famiglia delle Graminacee.

    Questo cibo, originario della Manciuria e della Siberia, si diffuse alle nostre latitudini nel Medioevo, probabilmente introdotto dai Turchi (da cui il nome). In breve divenne il cibo dell’Europa dell’Est, dove viene usato ancora oggi per preparare il porridge, o per accompagnare secondi piatti al posto del riso. E’ conosciuto anche in Giappone.

    In Italia viene consumato soprattutto in Valtellina, ma essendo diminuita di molto la sua produzione locale, la maggior parte del Grano Saraceno che troviamo in Italia risulta essere di importazione cinese.

    Il Grano Saraceno è un alimento riscaldante, in grado di fornire energia, soprattutto durante la stagione invernale.

    Ha un buon contenuto di proteine ad elevato valore biologico ed è ricco di sali minerali (Calcio, Ferro, Fosforo, Magnesio, Selenio, Zinco) e di vitamina E e del gruppo B.

    Essendo privo di glutine è adatto anche ai soggetti celiaci. Aiuta a ridurre i liquidi in eccesso ed ha azione rivitalizzante.

    I chicchi hanno forma triangolare e richiedono una cottura molto più breve rispetto agli altri cereali: 2,5 parti di acqua e una parte di grano saraceno.

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