• Le fibre, alleate della nostra salute

    Le fibre, alleate della nostra salute

    Settembre è iniziato, le vacanze sono per la maggior parte di noi giunte al termine e spesso si torna alla routine quotidiana con qualche chilo in più, complici le calde serate estive che richiamano gelati e bibite fresche.

    È bene però cercare di rimettersi in forma quanto prima per evitare che quei chili ci accompagnino per tutto l’anno…

    Come farlo????

    Semplice: scegliendo alimenti sani e ricchi di principi nutritivi che ci aiutino a ritrovare la forma perduta!!!!

    E allora vediamo insieme come possono venirci in aiuto le fibre, uno degli elementi della dieta spesso sottovalutato (si bada sempre a grassi, proteine e carboidrati!!!), ma che sono fondamentali per il mantenimento dell’omeostasi del nostro apparato digerente.

    Diversi studi hanno messo in luce come il microbiota intestinale delle popolazioni rurali dell’Africa e del Sud America sia molto diverso da quello delle popolazioni del Nord America.

    A cosa sono dovute queste differenze?

    In gran parte alla differente alimentazione dei due gruppi.

    Infatti mentre il microbiota intestinale dei soggetti Nordamericani sarà adattato alla digestione di proteine, zuccheri semplici e grassi, nei soggetti provenienti dalle zone rurali, i batteri intestinali saranno a contatto con cibi molto ricchi di fibre.

    Ad oggi, in molti sono convinti che i nostri progenitori ancestrali, prevalentemente raccoglitori, avessero un microbiota molto più simile agli Africani e ai Sudamericani di quanto lo sia al nostro.

    Quello che preoccupa gli studiosi riguardo questi cambiamenti nella composizione del nostro microbiota è che sono proprio i batteri in grado di fermentare le fibre quelli che hanno una maggiore attività anti-infiammatoria.

    La fermentazione produce acidi grassi a catena corta quali acetato, butirrato e propionato che, in studi in vivo su roditori, hanno mostrato la capacità di indurre Linfociti Treg, importanti nel calibrare le risposte immunitarie in modo da prevenire malattie di tipo infiammatorio.

    La nostra dieta moderna, povera di fibre, avrebbe indebolito questi segnali, portando così a situazioni di iper-reattività.

    Una dieta ricca di alcuni tipi di grassi e di zuccheri semplici, esaurisce i nostri batteri ad attività anti-infiammatoria e il sottile strato di muco che riveste le pareti intestinali promuovendo una infiammazione sistemica che favorisce la proliferazione di batteri e lieviti opportunisti potenzialmente pericolosi.

    È stato inoltre dimostrato che il persistente stato infiammatorio osservato negli obesi non è solo il risultato dell’accumulo di grasso, ma contribuisce ad esso.

    Scienziati dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, hanno dimostrato che la semplice aggiunta di inulina, una fibra prebiotica fermentabile, alla dieta di donne obese, ha determinato l’aumento di una specie batterica ad attività anti-infiammatoria come il Faecalibacterium prausnitzii.

    Tutto questo ci suggerisce come non sia solo quello che è presente nel nostro cibo che conta per farci stare bene, ma anche e soprattutto ciò che manca!

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