• Il tè, conosciamo meglio questa bevanda

    Il tè, conosciamo meglio questa bevanda

    È una delle bevande più conosciute e consumate al Mondo, dall’Occidente dove viene assunto prevalentemente il tè nero, all’Oriente dove si preferisce invece il tè verde.

    Deriva dalle foglie di un arbusto, la Camellia sinensis L., tipica del Bangladesh, della Cina, Dell’India, Sri Lanka, Giappone e Laos.

    Esistono tipi differenti di tè ottenuti da processi diversi di essiccamento delle foglie. Le varietà principali da cui si ottengono le foglie sono: sinensis (tè cinese), assamica (tè dell’India) oppure irrawadiensis.

    Il tè verde è quello che subisce il minor numero di trasformazioni che avvengono in modo artigianale: dapprima vi è una breve torrefazione delle foglie, appena colte, a vapore. Questo procedimento serve ad inattivare gli enzimi responsabili dell’ossidazione e permette di conservare la colorazione delle foglie stesse (stabilizzazione).

    A questo punto, esse vengono fatte raffreddare ed essiccare, quindi sono sottoposte a rullatura, un processo tramite il quale le foglie sono avvolte su sé stesse a formare delle palline e che, determinando la rottura delle cellule vegetali, permette la liberazione dell’aroma. Le palline vengono rimpicciolite sempre di più man mano che l’essicazione procede.

    Nel tè nero le foglie vengono fatte appassire al sole per ridurre il contenuto di acqua e limitare i processi putrefattivi e vengono arrotolate. Passano poi alla fase di ossidazione dove le foglie vengono distese, in ambienti umidi attorno ai 30 °C, per diverse ore. A questo punto sono avviate all’ essiccazione.

    Il tè oolong è un tè parzialmente ossidato. La sua lavorazione è intermedia tra quella del tè verde e quella del tè nero, con una fase di ossidazione più breve rispetto a quella che si utilizza per il tè nero. Di conseguenza anche la sua composizione chimica sarà una via di mezzo tra quella dei due tipi precedentemente menzionati.

    Il tè bianco è sicuramente il meno conosciuto, ma il più pregiato, in quanto veniva riservato ai membri delle corti imperiali giapponesi e cinesi. È ottenuto dalla lavorazione delle foglie più giovani della pianta, trattate in maniera più delicata rispetto alle altre tipologie di tè e, per questo motivo, sono più ricche di catechine e caffeina. Il nome deriva dal colore delle gemme apicali delle varietà di Camellia sinensis, tipicamente usate per produrre questi tè, ricoperte da una lanugine bianca particolarmente folta.

    Il tè giallo, sottoposto a un processo termico di stabilizzazione come il tè verde, viene lasciato “ingiallire” per effetto dell’umidità e del calore residui prima di procedere con l’essiccazione. Viene prodotto solamente in alcune aree della Cina.

    Il tè post-fermentato è un tè che viene sottoposto a un processo di fermentazione-ossidazione in particolari condizioni di temperatura e umidità, da cui il prefisso “post-“, per poi essere stato sottoposto al processo termico di stabilizzazione. Prodotto in Cina, principalmente nella province di Yunnan (il più famoso è il tè Pu’er), Hunan e Anhui.

    Esistono, poi, i tè aromatizzati, ottenuti per aggiunta ad un tè di partenza (verde, nero, oolong) aromi, essenze o boccioli di fiori.

    Proprietà ed effetti.

    Numerosi studi riportano una riduzione del rischio di comparsa di ictus o altre malattie cerebrovascolari tra i soggetti che assumono almeno 3 tazze di tè verde al giorno. Tale effetto potrebbe essere dovuto alle catechine o ad un aminoacido, la teanina, presente in elevate concentrazioni quasi esclusivamente nel tè.

    Sono riportati anche dati riguardanti un effetto protettivo nei confronti del diabete di tipo 2 e dell’insorgenza della sindrome metabolica.

    Le catechine sembrano incidere positivamente anche sulla riduzione del peso corporeo, sulla riduzione della circonferenza vita e dell’indice di massa corporea quando assunte come integratori. L’assunzione di infuso di tè non garantisce lo stesso effetto in virtù del minore quantitativo di composti biologicamente attivi.

    L’assunzione del tè insieme al latte non è favorevole dal punto di vista salutistico dal momento che la caseina tende a legare le catechine riducendone l’effetto benefico.

    Bibliografia.

     

    • Alan Macfarlane e Iris Macfarlane. The Empire of Tea. The Overlook Press, 2004
    • Erling Hoh e Victor H. Mair. The True History of Tea. Thames & Hudson, 2009
    • Livio Zanini. La Via del Tè: la Compagnia inglese delle Indie Orientali e la Cina. Il Portolano, 2012
    • Bertini I, Giampietro M, Lugli A,  Alimenti ed Erbe per la salute ed il benessere. Il Pensiero Scientifico Editore, 2011

     

    Condividi:
    Lascia un commento →

Lascia un commento

Cancella commento
Condividi: