• I piselli

    I piselli

    Storia e Botanica

    Il pisello fu una delle prime specie domesticate dall’uomo quando nacque l’agricoltura, 8000 anni fa, nella regione della Mezzaluna Fertile, inseme ad alcuni cereali come il farro, il frumento e l’ orzo e ad altre leguminose (lenticchie e ceci) .

    Greci e Romani coltivavano questo legume che ha continuato poi ad essere utilizzato anche durante il Medioevo, soprattutto secco, come principale fonte alimentare delle classi povere.

    Verso la fine del XIV secolo, alla corte dei Medici fu selezionata una varietà nana da consumare fresca, i cosiddetti “piselli novelli“.

    Nel corso del XX secolo, nei paesi occidentali (Europa, America del Nord), grazie alle tecniche di coltivazione intensiva e di raccolta meccanizzata, si assiste alla industrializzazione della produzione dei piselli.

    Il pisello è una pianta erbacea rampicante annuale con apparato radicale a fittone, ma molto ramificato. Queste ramificazioni albergano batteri coinvolti nell’azotofissazione (Rhizobium leguminosarum).

    Il fusto, poco ramificato, di lunghezza variabile da 50 cm a 2 m, sino a 3 m nelle varietà foraggere, è a crescita indeterminata, cavo, a sezione cilindrica, e si arrampica aggrappandosi ai supporti per mezzo dei viticci delle foglie.

    Il frutto è un baccello, di 4–15 cm di lunghezza, contenente de 2 a 10 semi tondeggianti lisci o rugosi, di 5–8 mm di diametro. I baccelli presentano differenze morfologiche secondo le varietà; la loro forma generale è dritta o più o meno arcuata, con estremità più o meno affilate o tronche.

    I semi biancastri, gialli o bruni. Alcuni semi verdi ingialliscono con il tempo.

    La temperatura media ottimale di crescita si situa tra 15 e 19 °C. Oltre i 27 °C, lo sviluppo vegetativo e la impollinazione rischiano di essere compromessi.

    Il pisello s’adatta a tutti i tipi di suolo, a patto che sia ben drenato e che abbia una buona capacità di ritenzione dell’acqua; il pH ottimale si colloca tra 5,5 e 7,0.

    Pisello odoroso (fiore)

     

    La specie Pisum sativum presenta una notevole diversità genetica che si manifesta nelle numerose variazioni dei caratteri morfologici dei fiori, delle foglie, dei fusti, dei baccelli e dei semi, il che ha motivato le diverse classificazioni delle forme intraspecifiche.

    Informazioni nutrizionali

    Tutte le varietà di piselli hanno in comune di essere un alimento ricco energicamente e in proteine, che vengano consumati freschi o secchi.
    I piselli secchi (12 % di umidità) sono comparabili ad altre leguminose (fagioli secchi, lenticchie, fave secche, ceci) ed ai cereali per il loro valore energetico elevato. La porzione glucidica dei piselli è essenzialmente formata da amido e rappresenta circa 50% del seme. Gli zuccheri sono invece il 6 % dei nutrienti del seme e sono principalmente saccarosio e oligosaccaridi.

    Come tutti i semi di leguminose, il pisello ha un indice glicemico moderato, vicino a 32 (100 è il valore attribuito per convenzione al glucosio).

    Le proteine dei piselli, con un valore alto in lisina, sono deficienti in alcuni amminoacidi essenziali in particolare metionina e triptofano.

    Sono quindi complementari ad alcuni alimenti a base di cereali.

    La ricchezza in fibre del pisello è considerata come un aspetto positivo.

    I piselli sono una buona fonte di minerali, in particolare di potassio, fosforo, calcio e ferro, oltreché di vitamine B, in particolare di folati e di vitamina C.

    Si caratterizzano inoltre per il bassissimo contenuto in lipidi, meno del 2 %, prevalentemente rappresentati da acidi grassi insaturi o polinsaturi, e per l’assenza di glutine.

    I piselli vantano proprietà diuretiche, toniche ed energetiche, seppur piuttosto blande.

    Controindicazioni

    L’ ingestione dei piselli può scatenare in alcuni soggetti delle reazioni allergiche, provocate da alcune proteine, le viciline, presenti anche in molte altre leguminose.

    Essendo ricchi di purine sono sconsigliati per gli iperuricemici e per i malati di gotta.

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