• I lupini, questi sconosciuti!

    I lupini, questi sconosciuti!

    Analisi botanica
    Altramuz chocho blanco in Spagna, Wolfsbohne in Germania, White lupin in Inghilterra, il lupino bianco è una leguminosa nota in botanica come Lupinus albus L., appartenente alla famiglia delle Leguminose Fabaceae, ed originaria dei Paesi Orientali.

    Il genere Lupinus comprende più di 200 specie di suffrutici e piante erbacee perenni, talvolta annue; tra quelle di maggior rilevanza fitoterapica ed alimentare spicca L. albus, mentre L. littoralis, L. laxiflorus, L. termis e L. hirsutus, sono le più sfruttate in assoluto in ambito prettamente erboristico.

    La pianta presenta un fusto poco ramificato che, generalmente, non supera i 70 centimetri di altezza, ma può sfiorare il metro e mezzo.

    Le foglie sono alterne e palmato-composte, mostrano una delicata peluria sulla pagina inferiore, mentre quella superiore risulta glabra; particolare è il loro movimento eliotropico. I fiori sono grandi, vistosi e biancastri, talvolta maculati di celeste. I legumi, lunghi ed eretti, contengono semi schiacciati, lenticolari e bianco-giallastri.

    A differenza degli altri legumi che sono amanti di terreni calcarei, i lupini prosperano facilmente su terreni acidi.

    Lupinus albus

    Lupinus albus

    Nutrienti ed energetici, come tutti i legumi, i lupini venivano utilizzati dai nostri antenati nell’ alimentazione per l’alto potere saziante e i suoi numerosi benefici.

    Coltivazione e diffusione
    La pianta dei lupini è coltivata sin dai tempi più remoti nelle aree Mediterranee e Medio-Orientali, grazie alla marcata adattabilità a terreni acidi ed aridi, e a climi ostici e sfavorevoli.

    Ma non è tutto: fin dall’antichità, è stata osservata la spiccata capacità della pianta di giovare al terreno, migliorandone persino la fertilità grazie al suo elevato contenuto di azoto. In passato la produzione di lupini era piuttosto copiosa, vista la consistente domanda di mercato: con il tempo, la richiesta di lupini crollò.

    In Italia per uso alimentare umano si produce solo il lupino bianco, coltivato nelle regioni meridionali: Lazio, Campania, Puglia e Calabria, dove tradizionalmente è anche presente nella dieta.

    Le maggiori coltivazioni si trovano in Australia e in Cile mentre in Europa primeggiano Polonia e Germania (tra i pochi Paesi, assieme alla Francia, ad aver investito a livello industriale sul prodotto). Secondo gli esperti è proprio la scarsa disponibilità di ingredienti a base di lupino, l’elemento critico che ha ritardato l’ingresso sul mercato favorendo la diffusione della soia.

    In Italia si trova quasi sempre cotto – il seme secco non è commestibile anche per l’elevato contenuto di alcaloidi – e conservato in salamoia. Non essendo particolarmente predisposto alla modificazione genetica, a differenza della soia, il lupino si presta anche al consumo da parte di tutti i consumatori che non sono propensi al consumo di OGM.

    Proprietà nutrizionali ed effetti sulla salute
    Ottima fonte proteica, i lupini sono ricchi anche di vitamine quali la vitamina A, B (B1 e B9) e C, Omega 3 e Omega 6, ma anche di moltissimi minerali come lo zinco, il ferro, il calcio, il potassio e il manganese. Le loro proprietà alimentari sono sempre più note, soprattutto per la loro capacità di regolarizzare la digestione e l’assimilazione dei nutrienti.

    Sono una riserva inesauribile di energia con un elevato potere saziante (indicati quindi anche per chi sta seguendo regimi dietetici). La quota di grassi Omega 3 li rende un alimento che può aiutare a prevenire i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare, a ridurre il colesterolo LDL nel sangue e a prevenire l’ipertensione. Il tocoferolo in essi contenuto sembra avere un effetto protettivo nei confronti del tumore al colon e del diabete di tipo 2.

    Ma i pazienti diabetici potrebbero trarre vantaggio da questo legume, oltre che dal basso indice glicemico anche dalla presenza di una proteina chiamata conglutina-gamma, che mimerebbe l’azione dell’insulina. Come tutti i legumi, i lupini dimostrano di avere diversi benefici nei confronti dell’organismo anche grazie all’ elevata presenza di fibre. Riescono infatti a prevenire il problema della stipsi, accelerando il transito intestinale.

    Il consumo di lupini è indicato per chi segue una dieta vegetariana o vegana, in quanto alimento estremamente energizzante le cui proteine possono essere un valido sostituto di quelle derivate da fonti animali. Sono, inoltre, indicati nell’ alimentazione dei celiaci, perché privi di glutine.

    Controindicazioni
    Quando il lupino secco non viene trattato nella giusta maniera, può portare ad una intossicazione dovuta alla presenza di diverse sostanze alcaloidi come la lupotossina, la lupanina e l’ oscilupanina. Per tale motivo essi devono essere consumati previa cottura che permette la denaturazione e quindi l’inattivazione di tali sostanze. Una lavorazione incompleta si riconosce subito a causa del sapore molto amaro del legume.

    Pertanto, se volete acquistare lupini secchi, dovrete seguire una preparazione particolare prima di poterli consumare. E’ necessario tenerli in ammollo per 3 o 4 giorni, cambiando l’acqua ogni 12 ore. Dovranno poi essere bolliti in acqua per circa 20 minuti, così da eliminare tutte le sostanze tossiche presenti.

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